Interessi legittimi: sulla prescrizione dell’azione di risarcimento dei danni

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Il Supremo
Consesso siciliano, con la pronuncia de qua, affronta due tematiche
“scottanti”:

  • validità della teoria della cd.
    pregiudiziale amministrativa;
  • prescrizione dell’azione di
    risarcimento danni derivanti da lesione di interessi legittimi.

Con riguardo
alla celeberrima quaestio della pregiudiziale amministrativa, il CGA è
lapidario:“Questo Consiglio ha in effetti abbandonato la tesi della c.d.
pregiudiziale amministrativa – secondo cui la domanda risarcitoria postula,
quale condizione di sua ammissibilità, il previo annullamento dell’atto
amministrativo che ha prodotto il pregiudizio patrimoniale – per aderire
all’interpretazione indicata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, a
partire dall’ord. 13 giugno 2006, n. 13659: in tal senso, cfr. le decisioni 18
maggio 2007, n. 386, e 15 giugno 2007, n. 485, di questo Consiglio.

Il Consesso
ribadisce che l’intervenuto annullamento dell’atto amministrativo lesivo non
costituisce un presupposto di ammissibilità della domanda risarcitoria
, salvo
a riverberarsi su di essa, nei sensi di cui all’art. 1227 cod. civ., il mancato
esperimento, nei congrui casi, delle opportune tutele, anche giurisdizionali,
da parte del danneggiato.

Conseguenza
dell’abbandono della pregiudiziale è l’immediato decorso del termine
prescrizionale dal momento in cui il danno si sia effettivamente verificato.

A conferma
del proprio dictum, il CGA richiama la recente pronuncia delle Sezioni
Unite della Cassazione 8 aprile 2008, n. 9040, secondo cui : “la possibilità
di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo
illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell’atto lesivo, comporta
che il termine di prescrizione dell’azione di risarcimento decorre dalla data
dell’illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di
annullamento da parte del giudice amministrativi
(come invece aveva
affermato Sez. Un. 21/07/1999, n. 483, prima dell’affermarsi dell’orientamento
giurisprudenziale contrario alla pregiudiziale di annullamento dell’atto
illegittimo) non costituendo l’esistenza dell’atto amministrativo un
impedimento all’esercizio dell’azione risarcitoria
“.

Sicché è
possibile affermare che il termine quinquennale di prescrizione dell’azione di
risarcimento dei danni derivanti da lesione di interessi legittimi decorre non
già dalla data del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento del
giudice amministrativo, ma dalla data dell’illecito – e cioè dalla data di
adozione dell’atto illegittimo – atteso che l’intervenuto annullamento
dell’atto amministrativo lesivo non costituisce un presupposto di ammissibilità
della domanda risarcitoria.

Il Consesso,
pertanto, dichiara inammissibile, per avvenuta decorrenza del termine di
prescrizione, la domanda di risarcimento del danno avverso un atto
amministrativo illegittimo, proposta successivamente all’annullamento dell’atto
amministrativo in sede giurisdizionale, nel caso in cui essa sia stata avanzata
oltre il termine quinquennale decorrente dalla data di emanazione del
provvedimento stesso essendo, invece, irrilevante a tal fine la data del suo
annullamento in sede giurisdizionale.

(Fonte: Altalex.
Nota di Francesco Logiudice)

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